Lector in fabula – L’importanza del Lettore secondo Umberto Eco


  Sei passeggiate nei boschi narrativi raccoglie i sei interventi che Umberto Eco tenne fra il 1992 e 1993 presso la Harward University in occasione delle Norton Lectures. L’autore in questo testo affronta il tema della narratività da un punto di vista ben preciso e del tutto particolare: quello del lettore. Dal primo capitolo, intitolato Entrare nel bosco riportiamo questa frase che riesce a chiarire molto bene quanto detto:<<… ogni testo è una macchina pigra che chiede al lettore di fare parte del proprio lavoro. Guai se un testo dicesse tutto quello che il suo destinatario dovrebbe capire: non finirebbe più>>. Viene ribadita l’assoluta centralità e importanza della figura del lettore, che da passivo fruitore della parola scritta ne diventa protagonista attivo. Esistono infatti secondo Eco due tipologie di lettori: il Lettore Empirico che è colui che usa il testo come contenitore per le sue passioni e non ha una precipua metodologia nel porsi dinanzi ad esso. E vi è poi il Lettore Modello: il destinatario cioè che l’autore ha in mente nel momento in cui scrive; una sorta di target al quale è rivolta sin dall’inizio la narrazione.

 

Calarsi nelle vesti del lettore, cambiando ogni tanto il proprio punto di vista, è un’azione che ogni scrittore dovrebbe fare. Un testo, infatti, che non ha lettori è un testo che non è stato mai scritto.

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