Come vendere più libri – Creatività e marketing


  Scrivere un libro è oggi paradossalmente più difficile che mai. Pur essendo diventata la vecchia Olivetti un cimelio per collezionisti e si possano copiare e incollare con un solo click decine e decine di pagine, chi si incammina su questa strada deve avere ben chiaro in mente questo concetto: il lavoro dello scrittore moderno non finisce con la stesura del testo, piuttosto da lì inizia.

Fino a qualche anno fa, infatti, compito dell’autore era quello di mettere nero su bianco il proprio lavoro, presentarlo ad un Editore e sperare nella buona riuscita dell’impresa. Oggi, sia che si parli di editoria cartacea sia che ci si riferisca a quella digitale, gli ambiti di competenza degli scrittori si sono notevolmente ampliati: chi vuole vendere bene il proprio “prodotto” deve conoscere il mercato, la concorrenza e soprattutto il target verso cui indirizzarlo. Sulla base di queste premesse deve scegliere il lessico ad hoc, la lunghezza più adatta, il modo migliore per promuoverlo. Tutta una questione di marketing quindi? La creatività che si piega alle logiche della vendita?

Precursore dello scrittore moderno è stato Italo Calvino, che non solo fu un ottimo talento, ma fu uno dei pochi a conoscere e imparare tutti i meccanismi che ruotano attorno alla pubblicazione di un libro. Egli infatti collaborò con diverse casa editrici, fra cui l’Einaudi, nei ruoli più disparati: addetto stampa, redattore, direttore di collana, traduttore e compilatore di antologie scolastiche. Conosceva quindi molto bene i gusti delle librerie e dei lettori, talmente tanto che i suoi testi sono a distanza di tempo ancora attuali e fra i più venduti.

 

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3 responses to “Come vendere più libri – Creatività e marketing

  • Marco

    Ormai aprire un blog, gestirlo, conoscere almeno le basi del funzionamento dei motori di ricerca, delle reti sociali, non è più solo un “di più”. Sono in realtà il bagaglio di chi decide di cimentarsi con le parole. Questi strumenti devono essere usati per “conversare” con le persone. Credo sia un grave errore ricorrere a essi esclusivamente per “vendere”. Prima, fammi vedere il tuo valore, e poi prenderò in considerazione quello che vuoi vendere: è questo che le persone sul Web chiedono.

  • Poesi@

    Sono d’accordo in linea generale, ma rivolgendo l’attenzione ad una nicchia di scrittori e cioè i poeti le cose si complicano… Non è come un romanzo o un racconto che puoi offrire in un blog apposito un paio di capitoli per far “valutare” al lettore la bontà dell’opera. Da una silloge di poesie cosa estrapoli? In base a quali criteri scegli i componimenti? Per quanto riguarda motori di ricerca, reti sociali etc etc credo che in pochi ne abbiano compreso le reali potenzialità, almeno per ora.

  • Marco

    Sì, per la poesia è ben più difficile. Aprire un blog su un argomento del genere richiede un coraggio non comune. Eppure il Web permette a queste voci di trovare uno spazio. Mentre le riviste cartacee pretendono investimenti, la Rete offre i suoi strumenti gratis. Poi, se si ha tempo e voglia si può studiare qualcosa a proposito dei “meccanismi” di Google o le reti sociali. Ma credo che anche ignorare queste cose, e seguire la passione, possa condurre al consenso.

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