Divorzio Poetico


  Si parla tanto in questi giorni delle donne, del ruolo impegnativo che hanno all’interno della famiglia e delle mille difficoltà legate al mondo del lavoro. Soprattutto si sta ponendo l’accento sul modo in cui alcune di esse, attraverso la mercificazione del proprio corpo e della propria immagine femminile, si siano trasformate in calamite capaci di attrarre a sè gioielli, appartamenti, automobili, abiti griffati e quanto di più esclusivo e prezioso una carta di credito senza fondo possa acquistare.

D’altra parte: Diamonds are girl’s best friends, come ci ricorda la suadente voce della Monroe. Per fortuna però il mondo è tanto grande quanto vario, e per ogni donna che punta ad aggiungere un altro zero al suo conto in banca senza sporcarsi le mani, ne esistono almeno cento che invece con dignità lavorano, sudano e combattono per i propri ideali.

Caso emblematico è quello del famoso “Divorzio Romantico“, notizia apparsa sul Corriere della Sera qualche anno fa. Abbandonata dal marito, una donna iraniana chiese al giudice Mahmud Baqal-Shiravan come risarcimento 8100 libri di poesia, equivalenti a 700 milioni di rial (50 mila euro circa), motivando la sua insolita richiesta con queste parole: «Sono figlia di un musicista, sono cresciuta in un ambiente intellettuale e fin da piccola ho amato la poesia» Di norma le spose, secondo il diritto islamico, indicano in un contratto una serie di beni materiali da ricevere dal consorte in caso di abbandono.

Per qualcuno la Poesia ha un valore aggiunto che nessuna villa con piscina o anello con pietre grandi come nocciole possiede.

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2 responses to “Divorzio Poetico

  • Marco

    Non conoscevo questo episodio. Forse quella donna, che per lo stato iraniano non deve avere diritti, ci vuole ricordare che è possibile amare il bello. Nonostante l’ottusità degli uomini.

  • Poesi@

    Ho voluto riportare la notizia, sebbene datata, perchè è importante offrire diversi punti di vista sulla questione “donna”. A guardare la tv in questi giorni sembriamo quasi un esercito di arpie pronte ad spogliare gli uomini di ogni loro bene. Invece la realtà è molto più variegata.

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