SIAE. Non è vero ma ci credo!


Mi sfugge qualcosa e vorrei chiedere l’aiuto dei lettori per aggiungere qualche tassello ad un mosaico che fatico a ricomporre. Parliamo di SIAE: la Società Italiana degli Autori ed Editori che, come tutti sanno, è un ente pubblico economico a base associativa operante in Italia e all’estero, la cui funzione istituzionale consiste in sostanza nel gestire i diritti d’autore. In base agli articoli 180-183 della legge sul diritto d’autore, infatti, essa ha il compito di concedere licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di un’ opera; percepirne gli eventuali proventi e ripartirli fra gli aventi diritto. La sua in sostanza è un’ intermediazione.

Benissimo. Chiariamo anche in cosa consiste materialmente e come si espleta il lavoro che essa svolge. Una volta che l’autore ha spedito in busta chiusa il proprio manoscritto inedito ed ha pagato una certa cifra, la SIAE provvede a sigillarlo indicandone accuratamente la data del deposito. Stop. Nel caso in cui, poi, il libro/canzone/e-book che sia dovesse creare un guadagno nel mercato editoriale, allora esso verrebbe ripartito fra la SIAE stessa e gli aventi diritto.

Come direbbe qualcuno <<La domanda sorge spontanea>>: se –ribadiamolo – la registrazione presso tale ente non certifica la paternità dell’opera ma solo che in quella data una persona ne era in possesso e se a livello commerciale essa non si traduce in un incremento in termini di diffusione e vendita (cosa che compete al codice ISBN), perché – mi domando –  tutti i poeti prima ancora di scrivere l’ultima strofa alla loro raccolta si preoccupano di blindarla in uno dei suoi caveau?

Sono io che ignoro qualcosa o sono loro ad ignorarne troppe?

Annunci

4 responses to “SIAE. Non è vero ma ci credo!

  • Marco

    Innanzitutto, la SIAE è stata commissariata. Pare abbia qualche problema col bilancio.
    Se non ricordo male, l’autore non solo deve iscriversi alla SIAE (pagando certo), ma rinnovarla ogni anno pagando una quota. Nonostante le spese (in Inghilterra si paga una cifra irrisoria, e non si deve rinnovare), la SIAE NON fornisce assistenza legale. A quella ci dovrà pensare ovviamente l’autore.

    • Poesi@

      aggiungi benzina sul fuoco….. ma ero certa del tuo commento. vorrei invece sentire come la pensano tutti quelli che ancora ci credono e che se ne servono…

  • cittadino rispettoso delle leggi

    OGNI PUBBLICO REGISTRO TENUTO DA TUTTI GLI ENTI PUBBLICI,(CAMERA DI COMMERCIO,SIAE, MINISTERO DEI BENI CULTURALI ECC), COME ES. DEPOSITO DI UN BREVETTO, REGISTRAZIONE DI UN MARCHIO, PUBBLICO REGISTRO CINEMATOGRAFICO, PUBBLICO REGISTRO ELABORATORI, AVVIENE SEMPRE “AD PROBATIONEM” E NON “AD SUBASTANTIAM” QUESTO SIGNIFICA, CHE IL CREATORE DELL’OPERA DELL’INGEGNO O INDUSTRIALE, DICHIARA SOTTO LA SUA RESPONSABLITA’ SOLAMENTE AL FINE DI DIMOSTRARE IN GIUDIZIO, AD UN EVENTUALE USURPATORE, LA ESISTENZA FINO AL SUO DEPOSITO LA PROPRIA PATERNITA’.

    • Poesi@

      Il deposito non dimostra affatto la paternità, ma solo che si è in possesso dell’opera d’ingegno in quella data (quella del deposito appunto). Il diritto alla paternità, per legge, scatta in automatico all’atto della creazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: