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Costantino Kavafis e il suo viaggio ad Itaca


La vicenda biografica di Costantino Kavafis (Alessandria d’Egitto 1863 – 1933), oggi unanimamente considerato fra i migliori poeti che la Grecia moderna abbia avuto, non si discosta di molto dai tradizionali “cliché poetici” ai quali siamo abituati. Ebbe infatti una vita particolarmente dura, costellata da difficoltà economiche e da rapporti familiari problematici e su di lui, anticonformista, cosmopolita ed omosessuale, pesò sempre come un macigno lo spettro dell’inconprensione e dell’isolamento culturale.

Ultimo di nove figli, nacque ad Alessandri d’Egitto nell’aprile del 1863 da famiglia greca di commercianti. L’agiatezza che accompagnò i primi anni di vita lasciò presto il posto ad un improvviso rovesciamento di fortuna. Morto il padre, infatti,  fu costretto a trasferirsi con la famiglia prima a Liverpool e poi, durante l’infuriare del colpo di stato del 1881 che sconvolse e distrusse Alessandria, si rifugiò per tre anni a Costantinopoli presso la famiglia materna.  

Di lui ci restano soltano 154 poesie, 14 delle quali pubblicate nel 1904, e le rimanenti – composte quasi tutte durante gli ultimi anni di vita – uscite postume nel 1935. Fra le più note vi è questo meraviglioso inno alla vita: 

 

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga

fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni o i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere d’incontri

seil pensiero resta alto e il sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,

nè nell’irato Nettuno incapperai

se non li porti dentro

se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d’estate siano tanti

quando nei porti – finalmente e con che gioia –

toccherai terra tu per la prima volta:

negli empori fenici indugia e acquista

madreperle coralli ebano e ambre

tutta merce fina, anche profumi

penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,

va in molte città egizie

impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –

raggiungerla sia il pensiero costante.

Sopratttto, non affrettare il viaggio,

fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio

metta piede sull’isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

sulla strada: cos’altro aspetti?

E se la trovi povera non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

già tu avrai capito ciò che Itaca vuol significare.

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