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Grenar: la voce e le immagini delle parole


Gianfranco Grenar, scrittore e videomaker, incarna perfettamente  l’affascinante connubio fra parola e immagini.  Mosso da una passione e da una creatività del tutto originali, produce e diffonde in internet videoclip, booktrailer e spot. Non so molto di lui, della sua vicenda biografica, degli studi che ha compiuto… insomma di tutte quelle cose che ogni artista, non ancora incluso nell’ Olimpo della notorietà, tende sempre ad anteporre alla propria produzione, come  sorta di biglietto da visita indispensabile per dimostrare la sua bravura.  Grenar invece si distingue sic et simpliciter in quello che fa per la cura, la delicatezza e l’ironia delle immagini. Un mix ben riuscito che trasforma le emozioni in realtà concrete e tangibili, di semplice ed immediata lettura e comprensione da parte di tutti. Degno di lode e girato davvero molto bene è questo booktrailer, dedicato ad una malattia estremamente rara che colpisce nel nostro paese solo 200 bambini l’anno, chiamata  il grido del gatto.  Spero che per lui, come per tanti giovani talenti, la strada possa iniziare ad essere sempre più in discesa.


La poesia di Hikmet e Le fate ignoranti di Ozpetec


Cosa accomuna Ferzan Ozpetec e Nazim Hikmet oltre la nazionalità turca e probabilmente un lontano legame di parentela? La poesia recitata in una delle pellicole più amate negli ultimi anni dal pubblico di casa nostra: Le fate ignoranti. Leggiamola e ascoltiamola:

 

NOTTE D’AUTUNNO

In questa notte d’ autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa alla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.


Dentro Faber – Il De Andrè inedito in edicola


 Dentro Faber è il titolo scelto per l’opera, acquistabile in questi giorni in edicola, dedicata alla musica e alla poesia  di Fabrizio De Andrè. Il progetto, nato in concomitanza con l’apertura della mostra a Milano dedicata all’indimenticato cantautore, consta di 8 DVD che raccontano la vita privata e artistica, i luoghi, gli incontri più significativi e le testimonianze che lo riguardano, il tutto raccontato dalla voce narrante del figlio Cristiano. L’iniziativa è stata curata dalla Fondazione De Andrè e presenta anche materiali inediti messi a disposizione dalla RAI.

 


I Diari di Andy Warhol – di Pat Hackett


Mercoledi 2 febbraio 1977

[…] Alle 11 Catherine ed io siamo andati a intervistare Michael Jackson da Regine. È molto alto adesso ma ha una voce da soprano. La situazione era tutta strana perché in realtà Catherine ed io non sapevamo niente di Michael Jackson, e lui non sapeva niente di me – credeva che fossi un poeta o qualcosa di simile. Così faceva domande che non farebbe nessuno che mi conosce – come se sono sposato, se ho dei figli, se mia madre è ancora viva… (ride). Gli ho detto: <<È in un ricovero>>.

È un piccolo stralcio tratto da I Diari di Andy Warhol, redatto dalla segretaria e assistente Pat Hackett e pubblicato nel 1989. Ogni mattina di ogni giorno lavorativo i due si sentivano al telefono per riassumere e trascrivere tutto ciò che accadeva il giorno precedente: dalle persone che Warhol incontrava per lavoro al famoso Studio 54, ai progetti artistici, alle serate mondane in compagnia delle maggiori star del momento, all’elenco giornaliero di quanti dollari spendeva per gli spostamenti in taxi. In realtà il libro, di scarso valore letterario, ha però un merito enorme perché ricostruisce con dovizia di particolari quasi maniacale non solo la vita di Warhol, il suo talento geniale e le sue manie, ma ci offre uno spaccato veritiero di un’ intera generazione di artisti anticonformisti e innovatori, che insieme a lui cambiarono nell’arco di quindici anni il volto della nostra società, nascondendone le miserie e le omologazioni sotto uno spesso strato di vivaci colori.


Recensire. Istruzioni per l’uso


Segnalo un libro molto interessante: “Recensire. Istruzioni per l’uso”, di Massimo Onofri, edito da Donzelli nel 2008. L’autore, docente di Critica letteraria e Letteratura italiana presso l’Università di Sassari, si pone in questo testo un quesito di basilare importanza e cioè: <<Che cos’è la recensione? E’ un genere letterario rigorosamente definibile? O non è, piuttosto, una modalità del pensiero e della scrittura, tale da poter coincidere con la critica letteraria?>>. Il testo inoltre riporta una serie di exempla, una sorta di campionario di recensioni divise idealmente in tre categorie:come si recensisce bene; come assolutamente non è corretto recensire nonchè una serie di divertenti stroncature.

Dello stesso autore: Storia di Sciascia (Laterza 1994, 2004); Il secolo plurale. Profilo di storia letteraria (Zanichelli 2001); Il canone letterario (Laterza 2001); La modernità infelice. Saggi sulla letteratura siciliana del Novecento (Avagliano 2003); Sensi vietati. Diario pubblico e contromano 2003-2006 (Gaffi 2006); La critica militante ai tempi del fondamentalismo (Donzelli 2007).

Buona lettura e buon week-end


Lettere di Luigi Pulci a Lorenzo il Magnifico e ad altri


Fino a qualche anno fa di Poesia si parlava nelle aule scolastiche e universitarie o negli appositi salotti organizzati da cultori e appassionati del genere. Oggi invece è possibile intavolare discussioni avvincenti e costruttive, anche a chilometri di distanza, stando comodamente seduti nella poltrona di casa propria. La competenza e la cura, infatti, con le quali molti blogger parlano di Poesia – e mi riferisco ovviamente a coloro che non scrivono post compilativi scopiazzando a destra e manca senza il minimo pudore –  invogliano ad approfondire ed ampliare le proprie conoscenze.

 In questo senso il blog di Emmapretti, che nei suoi articoli ci mette sempre cuore e preparazione, è per me una sorta di cantuccio sicuro nel quale ritirarmi a leggere rileggere e pensare. 

 Mi ha fatto sorridere il commento che l’autrice di recente ha dedicato al saggio intitolato “Luigi Pulci e la Chimera” di Alessandro Polcri, Assistant professor of Italian presso la  Fordham University. Il Pulci, infatti, è un poeta che nel corso della mia carriera scolastica ho sempre deliberatamente e abilmente dribblato, considerandolo – a torto – il Dosso Dossi della Poesia: piacevole ma non indispensabile. Ora, a distanza di qualche anno, me ne pento. Incuriosita dall’articolo di Emma,  per  colmare una lacuna troppo vasta, ho iniziato a leggiucchiare informazioni e, navigando da un sito all’altro sono approdata ad uno scritto del quale ignoravo l’esistenza: le lettere del Pulci a Lorenzo il Magnifico. Premetto che per inclinazione personale amo molto gli epistolari perchè li considero la parte meno costruita degli autori, quella più spontanea e per certi versi avvincente. E sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire un poeta molto diverso e molto meno noioso di quanto pensassi.

Per chi volesse saperne di più: Lettere di Luigi Pulci a Lorenzo il Magnifico e ad altri 

 


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