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Grenar: la voce e le immagini delle parole


Gianfranco Grenar, scrittore e videomaker, incarna perfettamente  l’affascinante connubio fra parola e immagini.  Mosso da una passione e da una creatività del tutto originali, produce e diffonde in internet videoclip, booktrailer e spot. Non so molto di lui, della sua vicenda biografica, degli studi che ha compiuto… insomma di tutte quelle cose che ogni artista, non ancora incluso nell’ Olimpo della notorietà, tende sempre ad anteporre alla propria produzione, come  sorta di biglietto da visita indispensabile per dimostrare la sua bravura.  Grenar invece si distingue sic et simpliciter in quello che fa per la cura, la delicatezza e l’ironia delle immagini. Un mix ben riuscito che trasforma le emozioni in realtà concrete e tangibili, di semplice ed immediata lettura e comprensione da parte di tutti. Degno di lode e girato davvero molto bene è questo booktrailer, dedicato ad una malattia estremamente rara che colpisce nel nostro paese solo 200 bambini l’anno, chiamata  il grido del gatto.  Spero che per lui, come per tanti giovani talenti, la strada possa iniziare ad essere sempre più in discesa.


SIAE. Non è vero ma ci credo!


Mi sfugge qualcosa e vorrei chiedere l’aiuto dei lettori per aggiungere qualche tassello ad un mosaico che fatico a ricomporre. Parliamo di SIAE: la Società Italiana degli Autori ed Editori che, come tutti sanno, è un ente pubblico economico a base associativa operante in Italia e all’estero, la cui funzione istituzionale consiste in sostanza nel gestire i diritti d’autore. In base agli articoli 180-183 della legge sul diritto d’autore, infatti, essa ha il compito di concedere licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di un’ opera; percepirne gli eventuali proventi e ripartirli fra gli aventi diritto. La sua in sostanza è un’ intermediazione.

Benissimo. Chiariamo anche in cosa consiste materialmente e come si espleta il lavoro che essa svolge. Una volta che l’autore ha spedito in busta chiusa il proprio manoscritto inedito ed ha pagato una certa cifra, la SIAE provvede a sigillarlo indicandone accuratamente la data del deposito. Stop. Nel caso in cui, poi, il libro/canzone/e-book che sia dovesse creare un guadagno nel mercato editoriale, allora esso verrebbe ripartito fra la SIAE stessa e gli aventi diritto.

Come direbbe qualcuno <<La domanda sorge spontanea>>: se –ribadiamolo – la registrazione presso tale ente non certifica la paternità dell’opera ma solo che in quella data una persona ne era in possesso e se a livello commerciale essa non si traduce in un incremento in termini di diffusione e vendita (cosa che compete al codice ISBN), perché – mi domando –  tutti i poeti prima ancora di scrivere l’ultima strofa alla loro raccolta si preoccupano di blindarla in uno dei suoi caveau?

Sono io che ignoro qualcosa o sono loro ad ignorarne troppe?


Jim Morrison o William Blake? Un dubbio da sciogliere


 Che il rapporto fra Poesia e Musica sia talmente stretto da divenire in certi casi addirittura simbiotico è provato dalle personalità carismatiche di alcuni personaggi della nostra storia musicale, ricordati ed appellati nelle loro biografie sia come cantautori che come poeti. Fra questi John Lennon, Jimi Hendrix ed il nostro De Andrè, entrato da qualche anno di diritto in numerose antologie scolastiche.

Ma il poeta per eccellenza, conosciuto e amato da almeno tre generazioni, rimane il Re Lucertola, James Douglas Morrison (Melbourne 1943 – Parigi 1973) leader del gruppo The Doors. Non è un caso, infatti, che i suoi resti riposino nel monumentale cimitero di Père Lachaise a Parigi, accanto a quelli di Apollinaire, Oscar WildePaul Éluard. C’è poco da aggiungere a quanto già scritto su di lui. Personaggio ammirato e criticato al contempo, ha lasciato un’ impronta così indelebile nelle coscienze di milioni di  persone da essere ancora oggi, a distanza di tanti anni dalla sua scomparsa, uno dei più “citati” del web. Le sue poesie, i suoi testi e i suoi pensieri – veri e propri moniti esistenziali – campeggiano insistentemente nelle bacheche dei social network e rappresentano un irrinunciabile spunto per blogger e giornalisti di ogni nazionalità.

Ma come spesso accade  –  Neruda docet – la troppa fama legata ad un personaggio e la scarsa precisione di chi ne parla nel web hanno generato un tam tam di inesattezze, divenute vere e proprie convinzioni molto difficili da scardinare. Nel caso di Jim Morrison, la celebre frase: <<Se le porte della percezione fossero spalancate, ogni cosa apparirebbe all’uomo come realmente è: infinita>> –  a lui erroneamente attribuita –  è stata scritta in realtà da William Blake, poeta amato ed apprezzato dall’artista, che proprio ad essa si ispirò per il nome della propria band.

Dell’indimenticabile Mr.Mojo Risin è invece questa splendida poesia:

The Severed Garden

Wow, I’m sick of doubt
Live in the light of certain
South
Cruel bindings.
The servants have the power
Dog-men and their mean women
Pulling poor blankets over
Our sailors

I’m sick of dour faces
Staring at me from the tv
Tower, I want roses in
My garden bower; dig?
Royal babies, rubies
Must now replace aborted
Strangers in the mud
These mutants, blood-meal
For the plant that’s plowed.

They are waiting to take us into
The severed garden
Do you know how pale and wanton thrillful
Comes death on a strange hour
Unannounced, unplanned for
Like a scaring over-friendly guest you’ve
Brought to bed
Death makes angels of us all
And gives us wings
Where we had shoulders
Smooth as raven’s
Claws

No more money, no more fancy dress
This other kingdom seems by far the best
Until it’s other jaw reveals incest
And loose obedience to a vegetable law.

I will not go
Prefer a feast of friends
To the giant family.


I Diari di Andy Warhol – di Pat Hackett


Mercoledi 2 febbraio 1977

[…] Alle 11 Catherine ed io siamo andati a intervistare Michael Jackson da Regine. È molto alto adesso ma ha una voce da soprano. La situazione era tutta strana perché in realtà Catherine ed io non sapevamo niente di Michael Jackson, e lui non sapeva niente di me – credeva che fossi un poeta o qualcosa di simile. Così faceva domande che non farebbe nessuno che mi conosce – come se sono sposato, se ho dei figli, se mia madre è ancora viva… (ride). Gli ho detto: <<È in un ricovero>>.

È un piccolo stralcio tratto da I Diari di Andy Warhol, redatto dalla segretaria e assistente Pat Hackett e pubblicato nel 1989. Ogni mattina di ogni giorno lavorativo i due si sentivano al telefono per riassumere e trascrivere tutto ciò che accadeva il giorno precedente: dalle persone che Warhol incontrava per lavoro al famoso Studio 54, ai progetti artistici, alle serate mondane in compagnia delle maggiori star del momento, all’elenco giornaliero di quanti dollari spendeva per gli spostamenti in taxi. In realtà il libro, di scarso valore letterario, ha però un merito enorme perché ricostruisce con dovizia di particolari quasi maniacale non solo la vita di Warhol, il suo talento geniale e le sue manie, ma ci offre uno spaccato veritiero di un’ intera generazione di artisti anticonformisti e innovatori, che insieme a lui cambiarono nell’arco di quindici anni il volto della nostra società, nascondendone le miserie e le omologazioni sotto uno spesso strato di vivaci colori.


ISBN – International Standard Book Number


In molti ancora si chiedono cosa sia un codice ISBN e che scopo abbia il suo inserimento all’interno della propria pubblicazione. Uno degli errori più madornali che si possa commettere è quello di pensare che esso tuteli la paternità dell’opera ed i diritti d’autore. Non è affatto così.

L’ ISBN, infatti, acronimo di “International Standard Book Number” è un sistema di codifica per la numerazione dei libri adottato su scala internazionale, che consente di identificare in maniera univoca e duratura un libro o un qualsiasi prodotto creato per essere utilizzato come tale. Dal punto di vista grafico si presenta come la successione di 13 cifre (fino al 1° gennaio 2007 erano 10) suddivise in 5 gruppi da trattini di divisione.

Come le impronte digitali per gli uomini, il codice ISBN in sostanza permette di identificare velocemente il libro cui è associato e di garantirne la diffusione sul mercato. Non esistendo differenze fra libri stampati ed e-book, che si distinguono unicamente per il formato adottato, cartaceo il primo e digitale il secondo, ne consegue che apporre un codice ISBN al proprio e-book è importantissimo perchè garantisce una serie di importanti vantaggi, primo fra tutti: assicura una corretta descrizione del prodotto nei database bibliografici e nei cataloghi dei libri in commercio e soprattutto la registrazione corretta e tempestiva dello stesso nelle banche dati delle Agenzie ISBN. Ma non solo, garantisce che il formato con cui è scritto il libro elettronico sia compatibile col reader dell’utente finale che intende scaricarlo o acquistarlo e permette anche di elaborare rapidamente statistiche di vendita comparate con quelle già disponibili per i libri a stampa.

Per maggiori informazioni è possibile consultare direttamente il sito: www.isbn.it

 


Recensire. Istruzioni per l’uso


Segnalo un libro molto interessante: “Recensire. Istruzioni per l’uso”, di Massimo Onofri, edito da Donzelli nel 2008. L’autore, docente di Critica letteraria e Letteratura italiana presso l’Università di Sassari, si pone in questo testo un quesito di basilare importanza e cioè: <<Che cos’è la recensione? E’ un genere letterario rigorosamente definibile? O non è, piuttosto, una modalità del pensiero e della scrittura, tale da poter coincidere con la critica letteraria?>>. Il testo inoltre riporta una serie di exempla, una sorta di campionario di recensioni divise idealmente in tre categorie:come si recensisce bene; come assolutamente non è corretto recensire nonchè una serie di divertenti stroncature.

Dello stesso autore: Storia di Sciascia (Laterza 1994, 2004); Il secolo plurale. Profilo di storia letteraria (Zanichelli 2001); Il canone letterario (Laterza 2001); La modernità infelice. Saggi sulla letteratura siciliana del Novecento (Avagliano 2003); Sensi vietati. Diario pubblico e contromano 2003-2006 (Gaffi 2006); La critica militante ai tempi del fondamentalismo (Donzelli 2007).

Buona lettura e buon week-end


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