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Un nuovo inizio: EDITOREDIMESTESSO


Sono felice di comunicare a tutti i lettori di questo blog, sempre numerosi nonostante queste settimane di silenzio, che è finalmente nato il progetto al quale da un po’ di tempo stavo lavorando: il nuovo blog: EDITOREDIMESTESSO che, come avrete modo di vedere, è sempre dedicato al mondo della Poesia, ma con un’attenzione particolare rivolta a come pubblicare autonomamente i propri versi, senza quindi l’intermediazione di case editrici ed agenzie letterarie.

Pubblicare oggi costa caro.

Esistono tuttavia tutta una serie di importantissime risorse GRATUITE che il web mette a disposizione di chi scrive poesie, sia in termini di realizzazione materiale dell’opera sia per quanto riguarda la sua diffusione e vendita. E se ne parla sempre troppo poco e a bassa voce.

Web Fiction Author; Diritti d’Autore; SIAE; Podcast; eBook, editoria digitale sono solo alcuni dei cardini attorno ai quali sto costruendo il nuovo blog EDITOREDIMESTESSO.

Al suo interno, inoltre, vi sarà sempre spazio per tutti gli autori di poesie che avranno piacere a collaborarvi.

Ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo, il primo l’ho appena fatto, proseguiamo insieme 🙂

Buona lettura

Maria Novella Tarantino

info@editoredimestesso.net

 


SIAE. Non è vero ma ci credo!


Mi sfugge qualcosa e vorrei chiedere l’aiuto dei lettori per aggiungere qualche tassello ad un mosaico che fatico a ricomporre. Parliamo di SIAE: la Società Italiana degli Autori ed Editori che, come tutti sanno, è un ente pubblico economico a base associativa operante in Italia e all’estero, la cui funzione istituzionale consiste in sostanza nel gestire i diritti d’autore. In base agli articoli 180-183 della legge sul diritto d’autore, infatti, essa ha il compito di concedere licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di un’ opera; percepirne gli eventuali proventi e ripartirli fra gli aventi diritto. La sua in sostanza è un’ intermediazione.

Benissimo. Chiariamo anche in cosa consiste materialmente e come si espleta il lavoro che essa svolge. Una volta che l’autore ha spedito in busta chiusa il proprio manoscritto inedito ed ha pagato una certa cifra, la SIAE provvede a sigillarlo indicandone accuratamente la data del deposito. Stop. Nel caso in cui, poi, il libro/canzone/e-book che sia dovesse creare un guadagno nel mercato editoriale, allora esso verrebbe ripartito fra la SIAE stessa e gli aventi diritto.

Come direbbe qualcuno <<La domanda sorge spontanea>>: se –ribadiamolo – la registrazione presso tale ente non certifica la paternità dell’opera ma solo che in quella data una persona ne era in possesso e se a livello commerciale essa non si traduce in un incremento in termini di diffusione e vendita (cosa che compete al codice ISBN), perché – mi domando –  tutti i poeti prima ancora di scrivere l’ultima strofa alla loro raccolta si preoccupano di blindarla in uno dei suoi caveau?

Sono io che ignoro qualcosa o sono loro ad ignorarne troppe?


ISBN – International Standard Book Number


In molti ancora si chiedono cosa sia un codice ISBN e che scopo abbia il suo inserimento all’interno della propria pubblicazione. Uno degli errori più madornali che si possa commettere è quello di pensare che esso tuteli la paternità dell’opera ed i diritti d’autore. Non è affatto così.

L’ ISBN, infatti, acronimo di “International Standard Book Number” è un sistema di codifica per la numerazione dei libri adottato su scala internazionale, che consente di identificare in maniera univoca e duratura un libro o un qualsiasi prodotto creato per essere utilizzato come tale. Dal punto di vista grafico si presenta come la successione di 13 cifre (fino al 1° gennaio 2007 erano 10) suddivise in 5 gruppi da trattini di divisione.

Come le impronte digitali per gli uomini, il codice ISBN in sostanza permette di identificare velocemente il libro cui è associato e di garantirne la diffusione sul mercato. Non esistendo differenze fra libri stampati ed e-book, che si distinguono unicamente per il formato adottato, cartaceo il primo e digitale il secondo, ne consegue che apporre un codice ISBN al proprio e-book è importantissimo perchè garantisce una serie di importanti vantaggi, primo fra tutti: assicura una corretta descrizione del prodotto nei database bibliografici e nei cataloghi dei libri in commercio e soprattutto la registrazione corretta e tempestiva dello stesso nelle banche dati delle Agenzie ISBN. Ma non solo, garantisce che il formato con cui è scritto il libro elettronico sia compatibile col reader dell’utente finale che intende scaricarlo o acquistarlo e permette anche di elaborare rapidamente statistiche di vendita comparate con quelle già disponibili per i libri a stampa.

Per maggiori informazioni è possibile consultare direttamente il sito: www.isbn.it

 


Recensire. Istruzioni per l’uso


Segnalo un libro molto interessante: “Recensire. Istruzioni per l’uso”, di Massimo Onofri, edito da Donzelli nel 2008. L’autore, docente di Critica letteraria e Letteratura italiana presso l’Università di Sassari, si pone in questo testo un quesito di basilare importanza e cioè: <<Che cos’è la recensione? E’ un genere letterario rigorosamente definibile? O non è, piuttosto, una modalità del pensiero e della scrittura, tale da poter coincidere con la critica letteraria?>>. Il testo inoltre riporta una serie di exempla, una sorta di campionario di recensioni divise idealmente in tre categorie:come si recensisce bene; come assolutamente non è corretto recensire nonchè una serie di divertenti stroncature.

Dello stesso autore: Storia di Sciascia (Laterza 1994, 2004); Il secolo plurale. Profilo di storia letteraria (Zanichelli 2001); Il canone letterario (Laterza 2001); La modernità infelice. Saggi sulla letteratura siciliana del Novecento (Avagliano 2003); Sensi vietati. Diario pubblico e contromano 2003-2006 (Gaffi 2006); La critica militante ai tempi del fondamentalismo (Donzelli 2007).

Buona lettura e buon week-end


Come vendere più libri – Creatività e marketing


  Scrivere un libro è oggi paradossalmente più difficile che mai. Pur essendo diventata la vecchia Olivetti un cimelio per collezionisti e si possano copiare e incollare con un solo click decine e decine di pagine, chi si incammina su questa strada deve avere ben chiaro in mente questo concetto: il lavoro dello scrittore moderno non finisce con la stesura del testo, piuttosto da lì inizia.

Fino a qualche anno fa, infatti, compito dell’autore era quello di mettere nero su bianco il proprio lavoro, presentarlo ad un Editore e sperare nella buona riuscita dell’impresa. Oggi, sia che si parli di editoria cartacea sia che ci si riferisca a quella digitale, gli ambiti di competenza degli scrittori si sono notevolmente ampliati: chi vuole vendere bene il proprio “prodotto” deve conoscere il mercato, la concorrenza e soprattutto il target verso cui indirizzarlo. Sulla base di queste premesse deve scegliere il lessico ad hoc, la lunghezza più adatta, il modo migliore per promuoverlo. Tutta una questione di marketing quindi? La creatività che si piega alle logiche della vendita?

Precursore dello scrittore moderno è stato Italo Calvino, che non solo fu un ottimo talento, ma fu uno dei pochi a conoscere e imparare tutti i meccanismi che ruotano attorno alla pubblicazione di un libro. Egli infatti collaborò con diverse casa editrici, fra cui l’Einaudi, nei ruoli più disparati: addetto stampa, redattore, direttore di collana, traduttore e compilatore di antologie scolastiche. Conosceva quindi molto bene i gusti delle librerie e dei lettori, talmente tanto che i suoi testi sono a distanza di tempo ancora attuali e fra i più venduti.

 


La leggenda della prima Bibbia


“[…] l’arte della stampa, la polvere da sparo, la bussola.

Queste tre invenzioni hanno cambiato la faccia del mondo

e le condizioni di vita sulla terra.”

Francesco Bacone, Novum organum

 

Si narra che non appena Gutenberg e Schoeffer ebbero finito l’ultimo foglio della monumentale Bibbia, il finanziatore della ditta, tale Johann Fust, prese una dozzina di copie per testare di persona le capacità di vendita del nuovo prodotto. Si recò quindi a Parigi, che allora era la principale e più prestigiosa università d’Europa, dove iniziò  a vendere le prime copie, e poi una dopo l’altra tutte le altre con una velocità impressionante, tanto da far pensare ai rappresentanti di una bene organizzata Corporazione del Libro, che ci fosse di mezzo il Diavolo, perchè mai una tale ricchezza era stata nelle mani di un’unica persona. Fu così che il primo viaggio d’affari di Johann Fust si concluse con una precipitosa ma fruttuosa fuga.   

E. P. Goldschmidt, Gothic and Reinaissance Bookbindings, 1967

 

Oggi come allora, chi possiede tanti libri è una persona molto ricca!


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